Sì può insegnare tutto a tutti.
Tutti possono imparare.

Ho ricavato questa affermazione leggendo gli studi di Sigfried Engelmann  sull’istruzione diretta o Direct Instruction.

Quello che più mi ha colpito è una sua citazione che recita più o meno così

” L’autostima degli studenti e la loro motivazione a studiare dipendono dal rendimento scolastico e dal tipo di istruzione ricevuta”.

Fin qui non c’è niente di sorprendente, se uno studente prende dei bei voti sarà motivato a studiare e svolgere gli esercizi che gli vengono assegnati.

Quello che mi ha colpito leggendo Engelmann è la sua attenzione al modo di insegnare dei docenti.

Engelmann era convinto che le cause di una scarsa motivazione e degli insuccessi scolastici sono da ricercare nelle tecniche di istruzione usate dagli insegnanti.

Arrivò quindi a formulare la teoria dell’Istruzione Diretta, in inglese Direct Instruction con le iniziali maiuscole.( la direct instruction con le minuscole richiama ad un altro concetto didattico coniato da Barck Rosenshine)

I principi della Direct Instruction

Secondo Engelmann l’apprendimento degli studenti si basa su due principi:

Proviamo a fare un esempio.

Come insegnare un concetto

Seguendo la teoria di Engelmann per insegnare le caratteristiche di un triangolo, l’insegnante mostra agli studenti vari esempi di figure di triangoli. L’insegnante sottolinea il numero dei lati e il numero di angoli che accomunano i diversi tipi di triangoli, tralasciando gli aspetti riguardanti la grandezza e il colore.

Dalla spiegazione dell’insegnante gli studenti devono capire che tutti  i triangoli hanno tre lati e tre angoli.

Immagine articolo scuolaefficace.com istruzione diretta

Una volta apprese queste caratteristiche gli studenti proveranno a generalizzare il concetto di triangolo, provando a riconoscere la figura tra altre figure geometriche.

 

L’istruzione diretta si basa su questi due principi. L’insegnante deve prima chiarire i concetti fondamentali e basilari che riguardano l’argomento della lezione, senza ambiguità.

la spiegazione fatta dall’insegnante non deve lasciare spazio a fraintendimenti in modo che la rappresentazione che gli studenti si fanno su quel concetto si uguale per tutti.

Al contrario se la spiegazione è vaga o ambigua , gli studenti faranno più fatica a individuare i concetti fondamentali da memorizzare.

Proviamo a fare un altro esempio.

Insegnare le differenze tra concetti simili.

Immagina di dover spiegare alla tua classe le differenze tra animali domestici e animali selvatici.

Spiegazione ambigua: Il cane è un animale domestico che discende dal lupo.

                             

Cane lupo                                                                                         Lupo

Questa spiegazione potrebbe essere interpretata in modo diverso dai bambini

Spiegazione non ambigua: Gli animali domestici sono quelli che vivono insieme alle persone e quelli selvatici vivono lontani dagli uomini. Gli animali domestici sono abituati alla presenza dell’uomo, quelli selvatici vedono l’uomo come un pericolo.

                             

Engelmann sottolinea che la spiegazione dei concetti deve essere chiara, univoca e avere un’unica interpretazione da parte degli studenti.

Curare la comunicazione

L’istruzione diretta si basa su uno stile di comunicazione che non lascia spazio a fraintendimenti.

L’insegnante deve curare la comunicazione ponendo attenzione a questi aspetti:

Rinforzare autostima e motivazione.

Grazie a questo approccio gli studenti hanno la possibilità di esercitarsi e di apprendere in modo efficace. L’istruzione diretta tranquillizza la classe perché le indicazioni sono chiare e precise, non lasciano spazio a fraintendimenti. Possono esercitarsi in un ambiente di lavoro sicuro, privo di giudizi e tensioni. Se uno studente non capisce un esercizio l’insegnate ripete la spiegazioni fino a quando lo studente riuscirà a svolgere l’esercizio in autonomia.

Nella mia carriera di insegnante fatta da 10000 ore di docenza con studenti fragili ho potuto constatare di persona l’affermazione di Engelmann ” Tutti possono imparare e non c’è argomento che non possa essere insegnato”. Studenti che all’inizio dell’anno dichiaravano , con un po’ di timore, di non capire niente di matematica, alla fine dell’anno sorridevano felici perché riuscivano a risolvere da soli equazioni complicate.

Credetemi, questa per un insegnante è una soddisfazione enorme che ti fa amare questo lavoro.

Da questi sorrisi e da queste soddisfazioni nasce la motivazione.

Perché la motivazione è figlia dell’apprendimento. Sempre.

Più riesco in un esercizio o in una disciplina , più sarò motivato a ripeterla.

 

In sintesi

L’insegnante che fa lezione seguendo i principi dell’istruzione diretta, applica sempre questo schema:

  1.  Introduce i nuovi concetti partendo sempre dagli argomenti già trattai. All’inizio della lezione c’è sempre una fase di ripasso fatta insieme alla classe. Questo aspetto serve a cpire se la classe è pronta ad affrontare i nuovi argomenti
  2. Spiega gli argomenti nuovi, agganciandoli ai concetti che gli studenti hanno già appreso. L’argomento nuovo viene affrontato un passo alla volta, con spiegazioni che coinvolgono tutta la classe. E’ una lezione dinamica con domande e risposte. Il dialogo con la classe è fondamentale per capire il livello di comprensione della classe. Hanno capito bene? Ci sono dei dubbi? Tutti i passaggi sono chiari?
  3. Nel momento in cui gli insegnanti hanno ben compreso la spiegazione si passa all’esercitazione individuale. ogni studente viene impegnato con lo svolgimento di un esercizio, l’insegnante osserva gli studenti mentre lavorano e fornisce suggerimenti e feedback sul lavoro svolto.

 

 

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